domenica 9 luglio 2017

Bignami: “Cari signori della Regione, l'invaso di Castrola è una evidente necessità”.


Il consigliere regionale Galeazzo Bignami in una interrogazione alla Giunta chiede la realizzazione in tempi brevi dell'invaso di Castrola quale riserva strategica con cui attutire i gravi danni provocati dalla siccità.

 L'interrogazione

premessa
  • l’emergenza idrica delle ultime settimane che ha indotto il Governo a riconoscere lo stato di emergenza nazionale, emergenza che ha coinvolto l’intero territorio emiliano-romagnolo, interessando in modo particolare i settori potabile e agricolo;
 
premesso inoltre che
  • questa emergenza “siccità” si verifica sempre più frequentemente a causa del mutamento climatico in atto da alcuni decenni, che determina una marcata riduzione delle precipitazioni nevose e piovose con un deficit della risorsa idrica del 30-40% rispetto alla norma;
 
rilevato che
  • appare evidente che la necessità di acqua nei prossimi anni potrà solo aumentare, da qui l’esigenza di costruire invasi/dighe che fungano da contenitori/raccoglitori di acqua nei periodi piovosi da poter utilizzare nei periodi di siccità;
 
attesa
  • la grande sofferenza idrica patita nei mesi estivi dai comuni della Valle del Reno tanto da dover ricorrere alla distribuzione di acqua potabile mediante autobotti con i conseguenti disagi e il dispendio di soldi;
 
atteso inoltre che
  • risale al 1911 il progetto di realizzazione dell’invaso di Castrola, ad opera della Società Ferroviaria Adriatica, parte di un più grande progetto delle Ferrovie per l’elettrificazione delle linee Porrettana e Direttissima, insieme ai bacini e alle centrali idroelettriche di Pavana, Suviana e Brasimone; la località di Castrola, tra Camugnano e Castel di Casio (Bo) sul torrente Limentra orientale venne ritenuta idonea per la costruzione di uno sbarramento e un bacino idrico della capacità di 34 milioni di metri cubi. Dopo la sospensione dovuta alla guerra coloniale e al conflitto mondiale, la realizzazione della diga di Castrola viene più volte auspicata e prevista, a partire dal piano AMGA del 1968 per l’Acquedotto del Reno;
  • il Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali il 6 aprile 1996 da’ “giudizio positivo circa la compatibilità ambientale del progetto”, da allora le popolazioni dei comuni della valle del Reno sono in attesa che l’invaso di “Castrola” venga realizzato;
  • la Regione Emilia-Romagna, inspiegabilmente, toglie dal P.T.A. (Piano Tutela Acque), approvato il 21 Dicembre 2005, il progetto dell’invaso di “Castrola”;
  • l’acqua raccolta nell’invaso di “Castrola” potrebbe soddisfare il bisogno idrico di tutta la valle del Reno fino ad arrivare in ai terreni coltivati della pianura;
 
INTERROGA
 
la Giunta regionale per sapere:
  • se non ritenga urgente realizzare l’invaso di “Castrola”;
  • se non ritenga di dover porre in essere tutte le misure strutturali necessarie affinchè il territorio regionale sia in grado di far fronte adeguatamente ad eventuali future emergenze idriche.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi risulta che l'idea dell'invaso di Castrola fu abbandonata a favore dell'invaso di Suviana, i lavori a Castrola erano già stati iniziati, sul torrente è ancora visibile la galleria per deviare l'acqua e l'inizio della costruzione della diga, battezzata dalla popolazione locale con il nome "falsa diga".

Anonimo ha detto...

no mi dispiace ma le risulta male in quanto la diga di suviana fu costruita dalle ferrovie in tempi rapidissimi in torno al 30 e inaugurata da re Vittorio Emanuele. La diga di castrola era già stata progettata ma il duce pensò bene che le risorse era meglio destinarle per la conquista coloniale posticipando il progetto che poi non fu mai più rimesso in piedi in quanto sappiamo tutti com'è andata a finire. Sarebbe comunque un opera utilissima peccato che adesso abbiamo gli ambientalisti e i comitati del no e nel 30 ha dato lavoro a una valle intera.